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Da
un’idea di Nicola Fazzini nasce uno spettacolo multimediale sul romanzo
simbolo dell’universo alchemico, ovvero “Opera al Nero” di Margherite
Yourcenar.
La voce di Anna Zago, accompagnata dalle
musiche originali di Nicola Fazzini, Alessandro Fedrigo e Carlo Alberto
Canevali (ovvero il Trio Nigredo) e dalle immagini di Claudio Sichel,
ci guiderà dentro la storia del Dottor Zenone, medico, alchimista e
filosofo.
Nato a Bruges nel ‘500, Zenone attraverserà
l’Europa e il Levante nell’esercizio della medicina, passando tra gli
appestati e i sovrani del tempo, in una labirinto dove cabala,
alchimia, medicina e religione convivono dietro le quinte del
Rinascimento.
Uno spettacolo affascinante e
coinvolgente, un grande affresco di un tempo lontano ma incredibilmente
attuale per le angosce e le paure che il protagonista affronterà nelle
sue peregrinazioni.
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Dicono di noi:
Il Giornale di Vicenza - Cultura e spettacolo - 15/05/2011
Parole, suoni e video per "L'opera al nero"
Essendo
essenzialmente suono, è interessante vedere il jazz alle prese con la
parola. Non stiamo parlando della canzone, che è capitolo a sé stante,
ma di quella particolare forma di reading, in uso per lo meno
dall'epoca dei poeti beat, in cui la declamazione diventa parte del
concerto fra gli strumenti. L'una e gli altri impegnati a fondersi, ad
alternarsi, obbligati insomma a dialogare ricavandone atmosfere
inusitate.
Da una situazione di tal genere nasce
"L'Opera al nero", lavoro multimediale proposto l'altra sera da Vicenza
Jazz all'Officina d'Arte Contemporanea, in cui l'omonimo romanzo
storico di Marguerite Yourcenar (1968) funge da spunto all'incontro tra
un'attrice, Anna Zago, il Trio Nigredo - composto da Nicola Fazzini al
sax, Alessandro Federigo al basso e Carlo Canevali alla batteria - e le
proiezioni video di Claudio Sichel.
Ovviamente, le
pagine scelte qui non hanno funzione narrativa ma, proprio come fossero
squarci lirici prodotti dalla mente e dal cuore del protagonista, ci
immettono direttamente nel pensiero e nei sentimenti del medico e
alchimista cinquecentesco Zenone, nel fluire della sua strenua sete di
sapere che, rinunciando al sacro, guarda alle leggi (e ai misteri)
della natura e della materia. Una ricerca che gli procura la condanna
al rogo per eresia e alla quale egli reagisce, da spirito libero, con
il suicidio, quasi fosse il suo estremo esperimento.
Di
questo grumo tra carne e anima, tra filosofia e arcano, tra scienza e
coscienza, di questo inesauribile e inesausto anelito umanistico alla
conoscenza, Anna Zago rende vibrante testimonianza, trovando proprio
nelle nervature musicali del trio - composizioni cangianti tra
inquietudini, riflessioni e un leitmotiv più "cantabile" di profonda
suggestione - l'adeguato corredo di stati d'animo. Con, in più, le
immagini pronte a offrire anche all'occhio un plus emozionale sospeso
tra citazioni iconografiche d'epoca e astrazioni "vive" giocate
sull'onda delle vibrazioni sonore.
Tre linguaggi,
insomma, che mescolano le loro sostanze come gli antichi elementi
allegorici dell'albedo (il bianco), della rubedo (il rosso) e della
nigredo (il nero) per raggiungere uno stato "altro": un percorso mai
facile, che richiede rigorosa dedizione a chi opera e a chi ascolta, ma
che ripaga con la sensazione di assistere in presa diretta a un
sortilegio dove il tempo resta come sospeso.
Antonio
Stefani
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