Quattro film di
Maya Deren con musiche originali di Alberto Hugo
Polese (cornetta, euphonium, flauti, percussioni, effetti) Alessandro
Fedrigo (basso acustico/effetti)
Alberto Hugo Polese e Alessandro Fedrigo presentano uno spettacolo
multimediale sull'opera di Maya Deren
con la sonorizzazione dal vivo di quattro
capolavori della regista.
Il
commento sonoro prevede una strumentazione semplice e acustica con
l’utilizzo di effetti che rendono l’ambientazione surreale che i film
d’avanguardia degli anni ’50 richiamano.
Alberto Polese e Alessandro
Fedrigo hanno composto per il C.U.C di Padova delle colonne sonore
originali che sono state eseguite per la prima volta al
“Etnofilmfest” tenutosi a Rovigo nel mese di maggio del 2010.
Ascolta
le nostre sonorizzazioni su youtube:
1 AT LAND (USA, 1944,
15', 16 mm, bianco/nero, muto)
Integralmente
scritto e diretto dalla Deren intreccia (re)invenzioni stilistiche ad
elementi di narrazione onirica piuttosto che simbolica.
2
ENSEMBLE
FOR SOMNAMBULISTS (USA
1951, 7’, bianco/nero)
Poco
conosciuto lavoro della Deren, rappresentante la solita ottima e curata
azione coreografico-musicale più volte utilizzata dalla regista nei
suoi film.
3
MEDITATION ON VIOLENCE (USA, 1948, 12', 16 mm, bianco/nero, muto)
La
continua ricerca umana ed estetica della Deren, dopo l’esperienza
haitiana, trova ulteriore compimento nel processo di
depersonalizzazione ritualistica di Meditation.
La scelta di “meditare” su una performance
ginnica di pugilato cinese.
4 MESHES OF AFTERNOON (USA, 1943,
14', 16 mm, bianco/nero, muto)
Il
debutto di Maya Deren avvenne insieme al suo secondo marito, il regista
cecoslovacco Alexander Hamid, che la introdusse alla pratica
cinematografica, e grazie all’eredità paterna, con cui poté acquistare
una Bolex di seconda mano. A questa rigorosa fusione sentimentale e
professionale, la regista contribuì con la sua precedente esperienza
poetica, il marito con la conoscenza dell’avanguardia cinematografica
europea, oltre alle comuni passioni per il cinema muto di Keaton e
Chaplin, per le filosofie e le arti orientali, per l’attività onirica
in genere.