Il
cosiddetto punto del Dr. Grafenberg (il punto g) è un area
particolarmente sensibile situata dietro la parete frontale della
vagina, fra la zona posteriore dell'osso pubico e la cervice.
Partendo
quindi da questa considerazione, negli anni '90, durante un estenuante
viaggio in treno, tre musicisti, di ritorno da un concerto tenuto molto
lontano da casa, decisero di fondare il 'clan del punto G', cioè
KLAN.G.…. cioè 'suono' in tedesco.
Decisero
di dedicarsi alla libera improvvisazione usando prevalentemente
strumenti elettro-acustici ed elettronici, o più precisamente qualunque
cosa emettesse un suono.
Stimolandosi
reciprocamente il punto-G sonoro durante sedute di improvvisazione dove
ogni materiale sonoro era permesso.
Gli
esperimenti della prima ora vedevano coinvolti una manciata di
riproduttori cd e registratori a cassette, qualche effetto a pedale e
mixer da quattro soldi. dopo la prima fase 'selvaggia', Klan.g si è
trasformata in un'unità più modulare; una sorta di formazione
variabile.
La
seconda fase comprendeva un po' di esperimenti sotto il nome 'SFZ', con
il talentuoso artista visuale xeba (aka Sebastiano Zuccatelli),
lavorando sull'interazione dal vivo di segnali audio e video.
Abbracciata
la performance multimediale gli esperimenti continuarono con il
sodalizio tra KLAN.G (oramai un duo) e Claudio Sichel, inventore della
Tv Organica.
KLAN.G
ha da poco registrato il primo cd ufficiale dal titolo "Resonance
Surfers" che è in uscita per nBn records, in questo cd la
sperimentazione con gli "emettitori di suono" prosegue e il lavoro sul
tema della "composizione istantanea" nel dominio elettro-acustico si fa
sempre più intrigante.
DICONO DI NOI:
.......verso
una visionarietà estrema in cui il culto per un flusso sonoro
felicemente auto-referenziale e magmaticamente indifferenziato tocca
vertici fortemente suggestivi: la solenne rarefazione di Dronia, il
‘rumorismo addomesticato’ di Heat Parade e Nagasaki così come Cosmic
Rituals, lacerato inno post-nichilista, rappresentano i picchi creativi
di un lavoro davvero notevole. (Vincenzo Giorgio su Musica Jazz)
....è
un album atipico e curioso, compatto e coerente ma al tempo stesso ben
diversificato nelle atmosfere.... un lavoro di ricerca da ascoltare con
attenzione. (Neri Pollastri su allaboutjazz).
Le sette
composizioni del disco mostrano un suono in costante mutazione; i brani
si sviluppano a partire da una idea iniziale le cui successive aggiunte
lavorano su una stratificazione tendenzialmente costante, in attesa del
momento in cui far deflagrare una nuova conformazione sonora. (Gian
Paolo Galasi su flaneri)
Esplorazione ronzante e
materica, quella tra i due musicisti vive della sensibilità e della
fantasia di entrambi che è notevole.... interessante. (Enrico
Bettinello su Blow Up)
Alcune tracce dal cd "Resonance Surfers" (nBn records)